LA SELEZIONE SESSUALE

Il concetto di selezione sessuale, introdotto da Darwin con il suo libro On the origin of Species by means of natural selection(Darwin, 1859), cerca di spiegare come alcune caratteristiche sviluppate dagli organismi che ne potrebbero ridurre la sopravvivenza (basti pensare ad ornamenti molto vistosi o ingombranti), si siano potute evolvere a dispetto della seleziona naturale. Questi caratteri vengono definiti da Darwin, e successivamente usati da tutta la comunità scientifica, come caratteri sessuali secondari(CSS).

Cosa sono i caratteri sessuali secondari?

I caratteri sessuali secondari sono tutte le caratteristiche che conferiscono un dimorfismo sessuale in una specie, ovvero delle caratteristiche che sono riconoscibili solo negli organismi di un sesso o che in esso sono molto più accentuati rispetto al sesso opposto. La sua ipotesi fu che alcuni di questi caratteri conferiscono un vantaggio riproduttivo in grado di compensare i costi di sopravvivenza.

Come agisce la selezione sessuale?

La selezione sessuale, secondo Darwin, agisce attraverso due meccanismi:

  • la competizione maschile: i maschi competono tra loro con l’utilizzo di caratteri adatti alla lotta (come artigli, corna e zanne, generalmente definiti “armamenti”) per conquistare territori e una o più femmine con cui accoppiarsi.
  • la scelta femminile: in alcune specie le femmine scelgono il maschio con cui accoppiarsi. In queste specie i maschi hanno evoluto diverse strategie per aumentare l’attrattività verso le femmine e quindi il loro successo di accoppiamento: colori sgargianti, penne o piume vistose, corteggiamenti complessi che spesso includono doni nuziali, come cibo o materiale per il nido, oppure offrendo cure parentali (proteggendo il nido o i piccoli). Questi caratteri non utilizzati nelle lotte tra maschi vengono detti ornamenti”.

 

La selezione post copulatoria

Nelle specie poliandriche (specie in cui la femmina nella stessa stagione riproduttiva si accoppia con più maschi) la selezione sessuale continua anche dopo l’accoppiamento, in forma di competizione spermatica (competizione tra gli spermi di maschi diversi per fecondare le stesse uova) e di scelta criptica femminile (qualunque carattere morfologico, fisiologico e comportamentale che influisce sulla probabilità degli spermi di un maschio di fecondare le uova rispetto ad agli spermi di altri maschi).

I vantaggi della scelta femminile

Mentre il vantaggio dei caratteri sessuali secondari maschili è generalmente ovvio (aumentare il successo riproduttivo), la ragione per la quale una femmina dovrebbe preferire un partner ad un altro (o gli spermi di un maschio rispetto a quelli di un altro) è spesso meno ovvia, tanto più laddove la scelta femminile comporta dei costi. Se questo genere di comportamento si è evoluto e mantenuto è intuitivo pensare che le femmine ne traggano dei benefici. I benefici che una femmina può ottenere possono essere benefici diretti ed indiretti. Quelli diretti, o materiali, consistono in: aiuti nelle cure parentali, protezione del territorio o doni nuziali (cibo, materiale per il nido). Al contrario, i benefici indiretti, o genetici, sono associati al patrimonio genetico del padre. In questo caso il beneficio non sarà per la femmina stessa, bensì per i suoi piccoli.

Benefici indiretti o genetici

I benefici indiretti possono essere legati al successo riproduttivo dei figli maschi, sexy sons(Fisher, 1915) e alla sopravvivenza della prole di entrambi i sessi, good genes(Andersson, 1994). Vediamole nel dettaglio:

Il modello ipotizzato da Ronald Fisher nel 1915 si basa sull’idea che gli ornamenti maschili e la preferenza sono ereditabili, le femmine che scelgono produrranno quindi figli di maschi attraenti e godranno di un maggiore successo riproduttivo. La scelta femminile quindi tenderà a diffondersi.

L’ipotesi dei good genes, sviluppata a partire dall’idea di handicap di Zahavi (1975) si basa sulla considerazione che se un maschio è in grado di poter investire in costosi ornamenti, inutili alla sopravvivenza, è probabile che il maschio sia in buone condizioni e che queste caratteristiche abbiano una base genetica che può essere trasmessa alla prole. Gli ornamenti maschili sono segnali onesti della qualità genetica del maschio poiché solo i maschi migliori possono sostenerne i costi.

La mancanza della scelta femminile: la copula coercitiva

In alcune delle specie i maschi bypassano la scelta femminile attraverso l’accoppiamento coercitivo. Questo può avvenire sia perché i maschi, di maggiori dimensioni, forzano la femmina ad accoppiarsi (come per esempio nell’orangutan gen. Pongo), oppure attraverso copule furtive. In questi ultimi casi, i maschi sono spesso più piccoli e poco appariscenti. In molte specie le due strategie convivono e vi sono maschi colorati che corteggiano le femmine, e maschi piccoli che invece tentano di ottenere copule forzate.