Le infezioni causate da Micobatteri sono una delle malattie più comuni che affliggono i pesci d’acquario. Numerose sono le specie appartenenti al genere Mycobacterium che colpiscono i pesci. Esse sono sia d’acqua dolce che d’acqua salata, le più comuni sono M. marinum, M. fortuitum, M. chelonae (Gratzek e Matthews, 1992; Pungkanchonboon, 1994). Questi batteri sono stati trovati in più di 150 specie di pesci e vengono isolati frequentemente in Betta splendens. Sono batteri cosmopoliti, normalmente diffusi nelle acque e possono sopravvivere fino due anni nell’ambiente esterno. È stato dimostrato che hanno una temperatura di crescita ottimale attorno ai 28°C. I micobatteri sono batteri aerobi di dimensioni di 0,3-0,7 μm, gram positivi alcol-acido resistenti a lenta crescita. (Pate et. al., 2005).

La micobatteriosi è una malattia cronica, che nei pesci può essere notata da: cachessia, scarsa crescita, infiammazione della cute, esoftalmia, ulcerazioni o lesioni, o noduli biancastri ipertrofici. In un esame post-mortem i noduli appaiono granulosi, sono le risposte infiammatorie del corpo all’infezione di questi batteri. In acquario la trasmissione può avvenire principalmente da ulcere cutanee infette. La conferma della presenza di questi batteri si può avere effettuando una colorazione Ziehl-Nielsen, e a sospetto avvenuto si avvia una coltura in terreni selettivi (Puttinaowarat et al., 2002)

Betta splendens è una specie sensibile all’infezione di questi batteri, numerosi sono i casi riportati in letteratura ( Pungkanchonboon, 1994). I micobatteri possono essere isolati anche da esemplari apparentemente sani, poichè caratteristica delle specie appartenenti a  questo genere è la localizzazione nei visceri, milza e rene, e il decorso cronico della malattia. Le specie di micobatteri isolate nei pesci ornamentali sono  M. marinum, M. fortuitum, M. chelonae ( Pungkanchonboon, 1994). In Thailandia questa malattia provoca ingenti danni, infatti circa il 20% degli esemplari di B.spledens esportati risultano infetti da Micobatteri (Chansue, 2009). Non è ancora stato trovata una cura efficace a questa patologia anche perché su pesci piccoli come quelli che vengono tenuti in acquario, spesso quando viene notata l’infezione è troppo tardi per provare a curarli.

 

Fonti citate:

-Chansue N., Sermwatanakul A., Anekthanakul K. (2009). Detection ofMycobacterium in Betta splendens Excreta by DNA Analysis. Conference paper in The Annual Conference on Fisheries 2009. 22nd 24th June 2009, At Department of Fisheries, Bangkok, Thailand

-Gratzek J.B., Matthews J.R. (1992). Fish physiology in: Aquariology Master Volume, The Science of Fish Health Management. Tetra Press Publication; N.J., USA: 330 pp.

-Pate M., Jençiç V., Zolnir-Dovç M., Ocepek M. (2005). Detection of mycobacteria in aquarium fish in Slovenia by culture and molecular methods.Diseases of Aquatic Organisms, 64: 29-35.

-Pungkachonboon T. (1994). Studies on mycobacteriosis in siamese fighting fishBetta splendens Regan. Final Dissertation for the Degree of Doctor of Philosophy in the Faculty of Fisheries and Marine Science, University Pertanian Malaysia.

-Puttinaowarat P., Thompson K.D., Kolk A., Adams A. (2002). Identification ofMycobacterium spp. isolated from snakehead Channa striata (Fowler) and siamese fighting fish Betta splendens (Regan), using polymerase chain reaction-reverse cross blot hybridization (PCR-RCBH). Journal of Fish Disease, 25: 235-243.